Schmetterlinge: Die farbige Sprache ohne Worte

Februar 2012: Ich muss zugeben, dass mir die Kommunikation mit den Menschen schwerfällt, denn weder kenne ich Diplomatie, noch kann ich etwas durch die Blume sagen. Dafür verstehe ich mich blendend mit meinen Schmetterlingen. Sie sind mit mir zusammen geboren worden und leben in meinem Bauch. Die Kommunikation zwischen uns ist mal leise, mal laut, und dann wieder selten. Manchmal bin ich taub oder sie stumm, aber jedesmal hinterlassen sie unauslöschliche Spuren - wie im Herbst 2001: Ich spürte ein heftiges Kribbeln im Bauch.

Es hiess, ich solle ein Buch schreiben, und einen Tag später kaufte ich mir einen Laptop und begann mein Erstling „Mit SIEBEN DIAMANTEN auf Erden unterwegs" zu tippen, der kurze Zeit später auch erschien. Das Resultat war meine gelebte Vergangenheit, die in eine mystische Geschichte verpackt wurde. Kaum hatte ich das erledigt, tauchten sie bis Herbst 2005 unter. Dann kribbelte es wieder und sie hatten einen neuen Wunsch: Kunst! Einen Tag später kaufte ich Pinsel, Acrylfarben und Leinwände und malte eine Woche lang täglich. Die ersten neun entstandenen Werke überzeugten mich nicht, und enttäuscht versteckte ich sie in einer Schachtel und hatte nicht vor, wieder zu malen. Aus der Vergangenheit wusste ich, dass ich den Schmetterlingen, im Gegensatz zu den Menschen, blind vertrauen kann, aber sie sagten nichts und ich vergass das Malen.

Bis Ende Januar 2006! Es kribbelte! Diesmal waren sie aber lauter und lebendiger, und ich konnte alles wieder auspacken um einen zweiten Versuch zu starten. Das neue Bild faszinierte mich sehr, und ab jenem Tag wurde das Zimmer zum Atelier.

Es ist mir nie bewusst was geschieht, ausser dass ich einen Pinsel in der rechten und die Farbe in der linken Hand halte und dass daraus etwas entsteht. Obwohl ich einen sehr langen Weg nach innen gegangen bin, da ich nur in mir die Antworten auf meine Fragen suchen wollte, war ich doch überrascht, dass ich auf zwei einfache Fragen keine Antwort fand.

WER bin ich? WAS bin ich?

Das zeigt mir, wie beschränkt mein irdisches Denken trotz göttlichem Wissen ist. Ich bin so gesegnet mit Erfahrungen im Hier und Jenseits und meine Verbindung zum Ursprung war schon da, als meine Mutter mich noch in sich trug, und trotzdem konnte ich diese zwei simplen Fragen nicht beantworten! Ich sollte mich vielleicht schämen, aber ich tue es nicht, weil es mir zeigt, dass ich ein Mensch bin - mit Fehlern, mit Schwächen, mit Schmerzen.

Warum gaben mir die Schmetterlinge diese zwei Antworten nicht?

Manchmal bin ich stur, sonst hätte ich schon lange Folgendes gemerkt: Wenn ich nach 335 Bildern immer noch von dieser Geometrie fasziniert bin… Wenn aus der Stille weiterhin eine unendliche Kreativität entsteht… Dann frage ich mich, was für Antworten ich noch erwarte!

Ich habe über 15‘000 Stunden gemalt! Meine Besucher machen auch nach vier Stunden noch keine Anstalten zu gehen! Wenn sie es schätzen, in dieser Stille zu sein – dann ist das, was ich bin! Es ist meine Berufung, dem Göttlichen Formen und Farben zu geben, damit die Menschen die gleiche Stille, in der diese Werke entstehen, ebenfalls spüren können.

Die Schmetterlinge antworten mir seit sechs Jahren und ich habe sie nicht mal gehört. Das zeigt wieder einmal: Egal wie unsere spirituelle Evolution ist, solange wir hier sind, bleiben wir Menschen, inklusive Macken, Zweifel, Ängste, Unsicherheiten und noch viel mehr und das ist auch gut so.

 

Farfalle: La lingua variopinta senza parole

Febbraio 2012: Devo ammettere che la comunicazione interpersonale non mi riesce facilmente, in quanto non dispongo di un carattere diplomatico e non ho l'abitudine di dire le cose tra le righe. In alternativa però riesco a capirmi splendidamente con le mie farfalle. Sono nate con me e vivono nella mia pancia. La comunicazione tra noi è alle volte sottotono, a volte a voce alta e capita che in certi momenti sia pure assente. Può darsi che io sia sorda oppure loro siano mute, ma ogni volta che comunichiamo insieme lasciano in me un segno indelebile, un'orma incancellabile, così come è successo nell'autunno del 2001: ho sentito un'irritante formicolio nella mia pancia.

Il loro desiderio era che io scrivessi un libro. Il giorno dopo acquistai un portabile e iniziai a battere le prime pagine del libro "Mit SIEBEN DIAMENTEN auf Erden unterwegs ", che apparse stampato dopo poco tempo. Questo mio primo libro racchiude il mio vissuto avvolto in un'esperienza mistica. Terminata questa redazione, le farfalle sparirono fino all'autunno del 2005, allorquando riapparsero tramite il solito formicolio nella pancia, donandomi una nuova ispirazione: ARTE!

Il giorno seguente acquistai pennelli, colori acrilici e tele. Per una settimana dipinsi giornalmente. Le mie prime creazioni artistiche non mi soddisfacevano in nessun modo e con una certa delusione le nascosi in una scatola, determinata a rinunciare a dipingere.

Dalla mia esperienza sapevo che - al contrario delle persone - io potevo fidarmi ciecamente di loro. In quel momento non si esprimevano in nessun modo, così che io dimenticai l'arte.

Ma alla fine di gennaio del 2006 si fecero di nuovo sentire, ma questa volta però erano più sonore e più vivaci, così che ripresi a dipingere. Da questo mio secondo tentativo naque un quadro che mi affascinò al punto che da quel momento la camera divenne un studio artistico. Non ho mai capito con esattezza cosa succedeva in me. Nella mano destra tengo il pennello e nella sinistra il colore: da ciò nasce una nuova opera.

Anche se ho seguito un lungo cammino tortuso interiore nella ricerca delle risposte alle mie domande più profonde, rimanevo sempre meravigliata di non riuscire a trovare una risposta a due domande fondamentali apparentemente semplici: CHI SONO? COSA SONO?

La constatazione di ritrovarmi senza risposte mi dimostrava i limiti del mio pensiero materiale e intelletuale, anche se questo era sempre illuminato dal sapere divino.

La mia esistenza è felicemente segnata da una profonda esperienza con l'aldilà. La mia unione con la fonte divina era già salda dal tempo in cui dimoravo nel grembo di mia madre. Malgrado questo non sono capace di rispondere a queste due semplici domande. Forse dovrei vergognarmi, ma non lo faccio, perchè mi ritengo una persona con sbagli, debolezze e dolori.

Perché le farfalle non mi suggerivano queste risposte? A volte sono testarda, altrimenti avrei già dovuto prendere sul serio queste considerazioni: se dopo 335 dipinti sono ancora affascinata da questa geometria ... se dal mio silenzio sgorga rinnovata creatività infinita ... ma allora che risposte devo ancora attendere?

Io ho dipinto per ben 15'000 ore ... Dopo quattro ore le mie visite che ammirano le mie opere non manifestano ancora il desiderio di andare a casa. Se loro apprezzano così tanto di essere immersi in questo grande silenzio, allora è proprio in questa realtà che io sono. È la mia vocazione dare forme e colori al Divino, affinchè le persone possano percepire la stessa pace e il silenzio che emergono dalle mie opere.

Le farfalle mi rispondo da sei anni e io non le ho sentite. Ciò dimostra ancora una volta: indipendentemente dalla nostra evoluzione spirituale e fintanto noi viviamo su questa terra, noi siamo persone con difetti, dubbi, paure, insicurezze etc. Ma è bene che sia così!